150° Italia unita. Uomini e idee
Per festeggiare l’Italia unita forse non serviva un euro: sarebbe bastato insegnare la storia.
Nel suo messaggio di fine anno il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato come, senza la memoria del proprio passato, un Paese – l’Italia – non abbia futuro. Giusto richiamo nell’anno in cui ricorrono i centocinquant’anni dell’unità d’Italia.
Sapere è ricordare.
Per questo Città Nascosta ha deciso di dedicare un ciclo di visite al Risorgimento. Storia, ideali, emozioni e uomini grazie ai quali la penisola è tornata ad essere, dopo più di mille anni, una sola nazione.
Le visite si concentrano sulla storia del risorgimento lombardo, dai primi moti del 1820-21, all’entrata vittoriosa di Vittorio Emanuele e Napoleone III a Milano, l’8 giugno 1859.
Il ciclo è arricchito da una nuova pagina di approfondimenti all’interno del nostro sito alla voce Italia unita. Uomini e idee. Una rubrica dove compaiono pensieri e articoli estrapolati per voi da quotidiani nazionali, periodici e mensili.
L’obiettivo è quello di contribuire al vivace dibattito culturale in corso e offrire utili spunti di riflessione sull’argomento. Crediamo che questa data non solo meriti di essere ricordata e festeggiata ma soprattutto difesa, dalla cecità, dall’oblio e dalla corrosiva azione dell’ignoranza.
Per farlo abbiamo scelto le parole di Giuseppe Mazzini, scritte 151 anni fa, a un passo da quel fatidico 17 Marzo 1861, quando in un’aula gremita – i nostri politici sembra abbiano idee confuse al riguardo, non devono aver mai studiato la storia! – in una seduta solenne del Parlamento , Vittorio Emanuele II di Savoia viene proclamato Re d’Italia.
Buon compleanno Italia!
– Qualunque sia il fine verso cui tendiamo, noi non potremo scoprirlo e raggiungerlo, se noncollo sviluppo progressivo e coll’esercizio delle nostre facoltà intelettuali. Le nostre facoltà sono gli strumenti di lavoro che Dio ci dava. È dunque necessario che il loro sviluppo sia promosso e aiutato: il loro esercizio protetto e libero. Senza libertà, voi non potete compiere nessuno dei vostri doveri. Voi avete dunque diritto alla Libertà e Dovere di conquistarla in ogni modo contro qualunque Potere la neghi.
Senza libertà non esiste Morale, perchè non esistendo libera scelta fra il bene e il male, fra la devozione al progresso comune e lo spirito d’egoismo, non esiste responsabilità. Senza libertà non esiste società vera, perché tra liberi e schiavi non può esistere associazione ma solamente dominio degli uni sugli altri.
La libertà è sacra come l’individuo. Dove non è libertà, la la vita è ridotta ad una pura funzione organica. Lasciando che la sua libertà sia violata, l’uomo tradisce la propria natura e si ribella contro i decreti di Dio.
Non v’è libertà dove una casta, una famiglia, un uomo s’assuma dominio sugli altri in virtù d’un preteso diritto divino, in virtù d’un privilegio derivato dalla nascita, o in virtù di ricchezza. La libertà deve essere per tutti e davanti a tutti. Dio non delega la sovranità ad alcun individuo; quella parte di sovranità che può essere rappresentata sulla nostra terra è da Dio fidata all’Umanità, alla nazioni, alla Società. Ed anche quella cessa abbandona quelle frazioni collettive dell’Umanità, quand’esse non la dirigano al bene, all’adempimento del disegno provvidenziale. Non esiste dunque Sovranità di diritto in alcuno; esiste una Sovranità dello scopo e degli atti che vi s’accostano -
(Giuseppe Mazzini, Dei doveri dell’uomo, 1860)
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