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XXIV EDIZIONE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2016
sabato 19 – domenica 20 marzo

La Casa dello Zecchiere, che dal 2014 ospita la nostra sede, in occasione delle Giornate FAI di Primavera 2016, viene inserita per la prima volta fra i beni aperti al pubblico.
Uno dei piccoli gioielli di questa città, uscito indenne dalla furia dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e di recente riportato alla luce grazie ai restauri promossi dalla proprietà nell’ultimo decennio, sarà visitabile in esclusiva per i soci FAI da sabato 19 marzo a domenica 20 marzo. Le visite guidate a cura dei volontari del FAI si svolgeranno in quei giorni dalle ore 10.00 alle 17.30. Le iscrizioni potranno avvenire sul posto.
Controllate prima di mettervi in coda che la vostra tessera FAI sia valida. Qualora non l’aveste o fosse scaduta, niente paura, potrete farla o rinnovarla sul posto!
Diamo #‎valoreallacultura‬, al ‪#‎patrimonio, alla‬ ‪#‎bellezza‬, ai ‪#‎luoghinascosti che si rivelano, alla‬ #casadellozecchiere ritrovata! ‪#‎meravigliatimilano‬ ‪#‎FAIDelegazioneLombardia‬
VI ASPETTIAMO!

Per tutti i dettagli visitate la pagina sul sito del FAI – Giornate di Primavera 2016

BREVE STORIA DELLA CASA DELLO ZECCHIERE

A pochi passi dalle Cinque vie, si trova la sede di Città nascosta Milano, ospitata nelle belle sale del piano nobile della Casa dello Zecchiere.
La sua storia inizia all’indomani della riforma monetaria promossa da Galeazzo Maria Sforza, tra il 1466 e il 1474. A quel tempo era un complesso articolato in più corpi di fabbrica, uno in fila all’altro. Dell’ala pubblica, però, più nulla resta. Quella che è arrivata fino a noi, da poco riportata all’antico splendore, è l’abitazione privata del Maestro della Zecca, al quale era affidato il controllo del flusso finanziario del ducato. E proprio a uno di loro, Bernardo Scaccabarozzi, personaggio di spicco ai tempi di Francesco II Sforza (1495-1535), è attribuita la commissione degli originali affreschi arrivati fino a noi, eseguiti da più mani all’inizio del Cinquecento.
Una storia avvincente, per ripercorrere la quale si passa da un “forziere”, nascosto nel sottosuolo, alle belle sale del pian terreno, fino al primo piano, dove si trovano gli affreschi più eccentrici e enigmatici, unici nel loro genere. Una galleria d’inquietanti presenze d’impronta nord europea più che italica, tanto da aver spinto alcuni studiosi a pensare che chi li ha realizzati debba aver visto di persona le opere di Hieronimus Bosch (1453-1516).

Chi desiderasse visitarla e scoprire le sue meraviglie, può inviare una richiesta a info@cittanascostamilano.it.